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Fecondazione assistita, “Un regalo per la vita”: nati 3 bambini

L’età è al di sotto dei 45 anni e il criterio di base è stato dettato dall’Isee, come le linee guida ministeriali impongono

La speranza trasformata in vita: sono nati tre bambini: l’iniziativa “Un regalo per la vita” era stata presentata a novembre del 2023: accesso a 30 coppie per un trattamento gratuito di fecondazione medicalmente assistita grazie all’investimento nel sociale della Coop – gruppo Radenza – nel Centro per la Procreazione medicalmente assistita della Clinica del Mediterraneo. Oggi la presentazione dei risultati. Di 30 coppie accolte, 26 hanno avuto accesso alla sala operatoria e al trasferimento embrionale. Tre gravidanze portate a termine, tre coppie di genitori stringono a sé il loro bambino. Ma nella banca criogenica ci sono ancora embrioni da trasferire, per le altre coppie la speranza è ancora accesa e per loro il progetto non è concluso; avrà termine quando tutti gli embrioni prelevati saranno trasferiti. Sono stati esclusi “pazienti con patologie, ad esempio con endometriosi gravi che abbattono probabilità di gravidanza”, ha spiegato Giovanni Bracchitta, ginecologo e responsabile del Centro di procreazione medicalmente assistita della Clinica del Mediterraneo, ma anche pazienti con qualità di ovociti e spermatozoi che non permetteva di raggiungere una gravidanza.

L’età è al di sotto dei 45 anni e il criterio di base è stato dettato dall’Isee, come le linee guida ministeriali impongono. In sostanza, chi, quel trattamento non avrebbe potuto permetterselo in autonomia, ha ricevuto “il dono per la vita”. Toccante, la testimonianza di una di queste coppie che con Lorenzo tra le braccia racconta di 11 anni di tentativi, di speranze risultate vane, di una rassegnazione, dice la neo mamma “di testa ma non di cuore”, fino alla promozione dell’iniziativa, trovata per caso.” Mi dicevo che non avevo fatto nulla di male per non avere questa gioia”, racconta la mamma. “A febbraio 2024 mi hanno chiamata da Ragusa, dalla Clinica del Mediterraneo: eravamo stati selezionati per iniziare il percorso della fecondazione medicalmente assistita. Dopo 11 anni, il 23 maggio il test di gravidanza è stato positivo. Lui non ha capito nulla”, dice indicando il marito seduto al suo fianco, ancora incredulo e che con le lacrime agli occhi dice: “E’ lui, è il nostro”. Il 4 giugno del 2024 a Ragusa la prima ecografia: “Il cuoricino che batteva – dice ancora la neo mamma – lo stringo ora tra le mie braccia, ma ancora oggi è un sogno: si chiama Lorenzo, come San Lorenzo, protettore dei sogni”.

L’impegno proseguirà con una seconda edizione; la selezione delle coppie partirà ad aprile; saranno 40 le destinatarie dell’intervento che viene riconfermato da Coop, gruppo Radenza. E se Bracchitta sottolinea che “ogni gravidanza ottenuta è vittoria condivisa; nella procreazione si raggiungono risultati facendo squadra attorno al problema. Quando una gravidanza si compie, anche per noi è gioia”, l’amministratore unico della Clinica del Mediterraneo, Davide Caccamo, dice che “vedere i risultati da padre, è una soddisfazione e un obiettivo raggiunto di cui vado fiero”, e per il direttore generale di Coop, gruppo Radenza, Giuseppe Spadaro si tratta di “una conquista preziosa dal punto di vista umano”.


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