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Liste d’attesa gonfiate con i morti, inchiesta a Palermo

Gente deceduta nel 2003, nel 2010, nel 2015, "utilizzata" per inquinare le liste, gonfiandole e rendendo più facili le sostituzioni con i raccomandati

Nella sanità siciliana dello scandalo delle liste d’attesa infinite affiora la storia dei morti che un gruppo di impiegati del Policlinico universitario di Palermo inserivano negli elenchi di coloro che chiedono prestazioni sanitarie.

Gente deceduta nel 2003, nel 2010, nel 2015, “utilizzata” per inquinare le liste, gonfiandole e rendendo più facili le sostituzioni con i raccomandati: a rivelarlo è un’inchiesta della Guardia di finanza, coordinata dalla Procura di Palermo.

Otto i dipendenti del Cup, centro unico prenotazioni, che ora rischiano un processo (è stato notificato loro l’avviso di conclusione delle indagini) e anche il posto di lavoro.

La manager dell’azienda ospedaliera, Marilù Furnari, dopo avere scoperto dell’indagine, minaccia di cacciare tutti dal Cup e annuncia procedimenti disciplinari che si potrebbero concludere con la perdita del posto di lavoro. Accesso abusivo al sistema informatico della pubblica amministrazione e falso sono i reati ipotizzati dall’accusa.

Gli investigatori avevano inizialmente deciso di verificare se ci fossero ipotesi corruttive, soldi per gonfiare le liste d’attesa e agevolare indirettamente i privati che offrono prestazioni rapide, ma a pagamento: la corruzione però non è stata dimostrata, anche se grazie alle intercettazioni sono venuti fuori ben 128 episodi nell’arco di quattro anni, tra il 2019 e il 2023.

E questo mentre in numerosi centri di prenotazione i primi posti liberi sono a distanza di mesi, se non anni, tra le proteste e le contestazioni da parte dell’utenza.

Mentre nelle ultime settimane si sono moltiplicate le iniziative adottate dal presidente della Regione Renato Schifani, vista la scarsa qualità e i tempi delle risposte delle strutture sanitarie pubbliche in favore dell’utenza.

Un clima in cui il mese scorso hanno lasciato dirigenti e il direttore generale dell’azienda Villa Sofia-Cervello, Roberto Colletti, ed è saltato anche l’assessore regionale alla Salute, Giovanna Volo, avvicendata con l’ex Dg dell’azienda sanitaria provinciale 6 di Palermo, Daniela Faraoni.


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