La prima sezione del Tar di Palermo ha condannato il Comune capoluogo dell’Isola a risarcire la società Apcoa per il mancato e tempestivo ripristino delle zone blu, i posteggi a pagamento, al termine del periodo più critico dell’emergenza Covid. Il provvedimento lascia per adesso indeterminata la somma che dovrà essere versata dall’amministrazione municipale presieduta da Roberto Lagalla all’azienda privata, che gestisce una serie di stalli in città, ma ha comunque riconosciuto il danno subito dalla concessionaria della gestione delle strisce blu.
La questione risale al marzo di cinque anni fa, quando, a causa della pandemia e delle misure restrittive nella circolazione di persone e auto, il Comune – all’epoca guidato da Leoluca Orlando – sospese la sosta tariffata in tutta la città, per ridurre la circolazione e limitare i rischi di contagio. Terminato il periodo dell’emergenza e ripristinate le normali condizioni di mobilità a maggio 2020, l’amministrazione non riattivò immediatamente il servizio e Apcoa, pur continuando ad affrontare i costi di gestione del servizio, subì dei danni con i mancati guadagni. Dopo avere fatto numerose richieste formali e diffide, la società, attraverso lo studio legale Palmigiano e Associati e gli avvocati Alessandro Palmigiano e Licia Tavormina, aveva proposto ricorso al Tar. Successivamente, tra fine luglio e agosto 2020, il Comune aveva riattivato le zone blu. La responsabilità però ormai aveva dispiegato i suoi effetti per il ritardo, per l’irragionevolezza e l’assenza di motivazione.
Il collegio presieduto da Aurora Leto, relatore Domenico De Falco, ha accolto il ricorso degli avvocati, con la sentenza 259/2025, stabilendo che «è ravvisabile la responsabilità dell’amministrazione nella mancata adozione tempestiva del ritiro dell’ordinanza di sospensione delle tariffe nelle zone blu, allorché erano già state ripristinate condizioni di normalità degli spostamenti». Apcoa aveva chiesto 400 mila euro ma il Tar in questa fase si è limitato a indicare i criteri per la quantificazione del danno, tra cui il decremento del fatturato rispetto allo stesso periodo del 2019, la riduzione del traffico veicolare nel 2020, eventuali incentivi ricevuti e gli interessi fino al momento del pagamento. Il Comune ha ora 90 giorni per procedere al risarcimento.
“Ancora una volta – ha commentato l’avvocato Alessandro Palmigiano – il Comune di Palermo è stato condannato per l’inefficienza, che, così come spesso accade per le vicende che riguardano i cittadini, non può gravare sulle imprese che hanno obblighi da rispettare in termini di costi aziendali e dipendenti. Auspichiamo che il Comune, adesso, provveda e ponga rimedio agli errori del passato”.
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