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Una settimana in libertà e il boss Attanasio riorganizza i clan: 22 arresti, c’è anche la compagna. Tutti i nomi

Alessio Attanasio - condannato quale capo del sodalizio detenuto in regime di 41 bis ma tornato in libertà a luglio 2022 - avrebbe assegnato i ruoli di  responsabili dei gruppi della Borgata e di via Italia

Stamattina la Polizia di stato su disposizione della Dda ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal Gip di Catania, nei confronti di 22 soggetti indiziati – a vario titolo – dei reati di associazione per delinquere di stampo mafioso, concorso esterno in associazione mafiosa, associazione per delinquere finalizzata al traffico e alla detenzione ai fini di spaccio di stupefacenti, detenzione e porto illegale di armi da sparo con l’aggravante dell’agevolazione mafiosa e ricettazione.

L’indagine, coordinata da Dda e Sisco di Catania e dalla Squadra mobile di Siracusa, è lo sviluppo dell’attività che aveva portato a marzo 2024 all’emissione di 4 decreti di fermo per associazione mafiosa e porto di arma nei confronti del presunto reggente del clan Attanasio (Giuseppe Guarino) e di 3 suoi stretti collaboratori. Secondo l’impostazione accusatoria condivisa dal Giudice ma ancora da verificare in giudizio, avevamo assunto il controllo degli affari alla Borgata.

Emersa anche l’operatività nella zona nord di Siracusa del gruppo di via Italia 1o3, anch’esso riconducibile al clan Attanasio e attivo nel traffico di droga e bische clandestine in collaborazione con il gruppo Borgata.

Dalle indagini sarebbe emerso il quadro delinquenziale posto in essere dagli indagati attraverso atti di violenza e intimidazione, anche con uso di armi da fuoco, per imporre la propria gestione criminale nel territorio di pertinenza, garantendo attraverso i proventi dell’attività che confluivano nelle casse del clan, il mantenimento in carcere dei detenuti e l’assistenza dei familiari oltre al pagamento degli stipendi ai sodali. Il narcotraffico è risultata l’attività principale portata dal gruppo attivo anche nella gestione delle bische clandestine, affidate a una donna destinataria di custodia in carcere in qualità di concorrente esterne in associazione mafiosa.

Attraverso intercettazioni e dichiarazioni di collaboratori di giustizia, sarebbe emerso anche che Alessio Attanasio – condannato quale capo del sodalizio detenuto in regime di 41 bis ma tornato in libertà a luglio 2022 – avrebbe assegnato i ruoli di  responsabili dei gruppi della Borgata e di via Italia percependo – attraverso la compagna Anna Giustolisi, oggi arrestata per partecipazione e associazione mafiosa – quote dei proventi degli affari illeciti.

La donna inoltre, assumendo un ruolo di particolare valenza seppur non direttivo ma di mera partecipazione, ha impartito disposizioni al reggente del gruppo Borgata sulle modalità di risoluzione dei conflitti, all’utilizzo del denaro provento di illeciti e all’impiego degli affiliati, anche ponendo il proprio esercizio commerciale a disposizione per riunioni e incontri frequenti.

Le attività avrebbero fornito elementi indiziari gravi sulla suddivisione dei ruoli tra gli affiliati, cui erano attribuite mansioni specifiche sulla base della collocazione gerarchica nel gruppo. Il reggente della Borgata, attivandosi nel dare un nuovo assetto al sodalizio, ne ha riorganizzato le attività criminali impartendo precise direttive a tutti i partecipanti e avvalendosi di un uomo di fiducia individuato quale responsabile del traffico di droga, sia per i rifornimenti sia per lo spaccio degli stupefacenti (cocaina, crack, hashish e marijuana).

Sono stati individuati inoltre due canali abituali di fornitura, rappresentanti da due catanesi destinatari di misura cautelare, ed è stata ricostruita la linea dei pusher che si occupavano di svolgere materialmente le attività di spaccio alla Borgata a fronte di veri e propri stipendi settimanali.

Grazie all’indagine è stata messa in luce la pronta disponibilità di armi e immobili dove nasconderle, così da permettere al gruppo criminale di esercitare la propria forza intimidatrice e riaffermare la propria egemonia sul territorio. Come emerso in occasione dell’azione intimidatoria del 19 gennaio 2024, portata a compimento dagli appartenenti dei gruppo Borgata e via Italia 103, con l’esplosione dei colpi di arma da fuoco all’indirizzo dell’abitazione di Alfio Garofalo, episodio oggetto del decreto di fermo del marzo 2024. Durante lo svolgimento dell’indagine, sono state sequestrate 7 pistole e munizioni varie oltre a ingenti quantitativi di stupefacenti.

Ecco tutti i nomi: Antonino Aggraziato di 26 anni, Davide Alfonso detto “il biondo” di 27 anni, Mattia Amenta detto “u picciridddu” di 22 anni, Giulio Maurizio Arena detto “ il catanese” di 49 anni, Gianclaudio Assenza di 30 anni (già in carcere), Alessio Attanasio di 55 anni (già in carcere), Mario Bonaventura di 30 anni, Salvatore Castelli detto “U ciaurianu” di 48 anni, Salvatore Catania di 40 anni (già in carcere), Steven Curcio di 22 anni (già in carcere), Franca Di Luciano di 67 anni, Samuele Fava detto “spritz” di 23 anni, Cristian Genova detto “baffetto” di 22 anni, Anna detta “Sonia” Giustolisi di 50 anni, Sebastiano Greco di 25 anni, Giuseppe Guarino detto “zio” di 42 anni (già in carcere), Nicholas Lauretta di 23 anni, Samuele Montalto di 22 anni, Corrado Piazzese di 47 anni (già in carcere), Sebastiano Ricupero detto “a ciolla” di 47 anni, Luigi detto “Gigi” Scollo di 46 anni (già in carcere) e Gaetano Vinci di 42 anni (già in carcere).


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